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APT in the Print


Basta un po’ d’acqua per un porto più ‘verde’

December 19, 2011

L’americana APT presenta a Genova la sua tecnologia per creare emulsioni di gasolio ecologiche in autoproduzione

Della semplice acqua potrebbe contribuire notevolmente ad abbassare le emissioni prodotte dai mezzi portuali, che a Genova generano il 15% dello ‘smog’ cittadino. La scorsa settimana la società americana Alternative Petroleum Technologies (APT) – specializzata nello sviluppo di tecnologie per la produzione di carburanti ‘green’ e rappresentata in Italia da Marco Balzi, responsabile vendite di APT in Europa, e dall’ingegner Alberto Cremonini – ha infatti presentato sotto la Lanterna un’innovativa tecnologia per la produzione di Diesel Emulsion Fuels (DEF), un mix di gasolio e acqua in micro particelle (in rapporto 85 a 15) che, con l’aggiunta di un particolare additivo, consente di far bruciare completamente il gasolio riducendo del 70-80% i fumi, del 35% il particolato e del 15% l’ossido di azoto”. “La nostra tecnologia – spiega Balzi – oggi è commercializzata in Asia, Australia e USA col nome di Aquadyne. Per il mercato italiano stiamo valutando se utilizzare lo stesso brand o studiarne uno apposito”. APT non fornisce direttamente il carburante, che essendo considerato ecologico gode di un sensibile sconto sulle accise (€ 0,2805/litro, rispetto all’accisa del gasolio di € 0,4811/litro), ma realizza e distribuisce i mezzi e l’additivo necessari all’autoproduzione, “soluzione che consente numerosi vantaggi: continuare a comprare il gasolio dai propri fornitori abituali, avere sempre il prodotto fresco, godere pienamente degli sgravi fiscali derivanti dalla riduzione delle accise a favore dei carburanti ecologici”. La tecnologia di APT è giù utilizzata dalla Ignazio Messina, prima in Italia e “sempre all’avanguardia sulle tematiche ambientali”, per l’alimentazione dei suoi mezzi portuali nel terminal di Sampierdarena, “ma l’autoproduzione è consentita (con un decreto dell’Agenzia delle Dogane del 6 settembre scorso) a chi consuma più di 100.000 litri di gasolio all’anno, anche se l’investimento per l’impianto di produzione e l’acquisto dell’additivo prodotti da APT risultano convenienti con consumi superiori al milione di litri all’anno – precisa Balzi – e nel porto di Genova operano almeno 5 o 6 imprese in questo range. Tra esse due hanno già manifestato forte interesse mentre altre due, pur non raggiungendo consumi così elevati, hanno necessità di limitare le emissioni dei vecchi motori e si sono quindi dimostrate molto attente alla nostra proposta”. L’incontro durante il quale APT ha presentato la sua tecnologia è stato organizzato dall’authority nell’ambito dei lavori di redazione del Piano Energetico del porto di Genova (qualche settimana fa era stato presentato anche un progetto del gruppo Europam per la realizzazione di centrali elettriche galleggianti a biofuel, su cui però è probabile che l’AP – ha dichiarato Merlo alla stampa locale – esprima parere negativo, visto che questa soluzione non contribuirebbe ad abbattere le emissioni di CO2). I prodotti di APT – che non ha una propria sede in Italia (quella europea è a Dublino) ma ha incaricato Gaeta Srl di produrre su licenza, nei suoi stabilimenti di Genova Bolzaneto, l’additivo necessario alla creazione dell’emulsione per il mercato italiano ed estero – possono trovare applicazione non solo in ambito portuale: “Quando saranno pienamente applicate le normative MARPOL, che limitano le emissioni delle navi, molte compagnie dovranno o sostituire i motori o utilizzare carburanti meno inquinanti e tra questi riteniamo che le emulsioni possano diventare un’opzione interessante”. Inoltre questa tecnologia può essere utilizzata per la produzione di energia elettrica mediante impianti di cogenerazione alimentati da emulsioni di acqua e oli vegetali e anche nel trasporto pubblico locale: “Molte aziende di quel settore – conclude infatti Balzi - versano in gravi difficoltà economiche e risparmiare il 10% sui costi del carburante può diventare importante per non dover affrontare tagli di corse e personale. La particolarità delle emulsioni risiede poi nella possibilità di ridurre le emissioni senza alcuna modifica ai motori: un autobus euro 3 alimentato con le emulsioni diventa euro 5”.

URL: http://www.ship2shore.it/italian/articolo.php?id=8956
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